Nasce il 20 agosto 1920 a Crevalcore (Bologna) da Alfonso e Iride Golinelli. Al momento dell’arruolamento risiede a Finale Emilia. Di mestiere è conduttore di motori agricoli. Viene lasciato in congedo illimitato il 5 gennaio 1939. Il 12 marzo 1940 viene chiamato alle armi e destinato al 4° Centro automobilistico. Il 29 ottobre 1940 è aggregato al 208° Autoreparto misto, con il quale parte per l’Albania. Si imbarca sul piroscafo “Barbarigo” l’8 dicembre 1940 e il giorno seguente arriva a Durazzo, in zona di guerra. Fino al 23 aprile 1941 prende parte alle operazioni di guerra alla frontiera greco-albanese. Il 24 ottobre 1941 gli viene concesso un premio in denaro per non avere fruito della licenza straordinaria di 30 giorni, che ottiene il 24 giugno 1942. Rientrato dalla licenza è aggregato al Deposito di Appiano per poi rientrare al 208° Autoreparto. Ottiene una licenza agricola di 15 giorni il 10 ottobre 1942 ed una licenza straordinaria sempre di 15 giorni il 7 novembre successivo. Il 22 dicembre 1942 si trova con il 208° Autoreparto a Grenoble (Francia) ed è lì che viene sorpreso dall’armistizio dell’8 settembre 1943. È catturato prigioniero dai tedeschi e internato in Francia ma riesce ad evadere il 22 febbraio 1944 e a rimanere sbandato. Il 15 agosto successivo si unisce ai partigiani francesi (maquis), coi quali rimane fino alla fine della guerra, rimanendo anche ferito da un colpo di proiettile all’addome. Rimpatria dalla Francia e si presenta al Centro Alloggio di Genova il 17 novembre 1945, da dove è inviato in licenza di rimpatrio con assegni di 60 giorni. Inizia un lungo percorso di riabilitazione fisica. Il 7 dicembre 1945 viene inviato all’Ospedale militare di Piacenza per provvedimenti medico-legali. Il 7 giugno 1946 si presenta a una visita di controllo presso l’Ospedale militare di Bologna, da dove è dimesso tre giorni dopo licenza speciale, in attesa del trattamento di quiescenza. Sempre il 10 giugno 1946 viene collocato in congedo illimitato.

Nel dopoguerra viene riconosciuto partigiano combattente invalido per il periodo dal 15 agosto 1944 all’8 maggio 1945 e gli vengono anche riconosciuti i periodi trascorsi nello sbandamento in Francia (22 febbraio-14 agosto 1944) e in Italia nel dopoguerra (9 maggio-17 novembre 1945). Gli sono riconosciute quattro campagne di guerra (1941, 1943, 1944 e 1945). Alla metà degli anni Cinquanta gli vengono assegnate una croce al merito di guerra e una medaglia di bronzo al valor militare con la seguente motivazione: «Evaso da un campo di prigionia in Francia, entrava a far parte del locale movimento di resistenza, segnalandosi per slancio, coraggio e spirito d’iniziativa. Nel corso di un attacco ad una forte posizione nemica, si lanciava tra i primi all’assalto, noncurante della reazione di fuoco dei difensori. Gravemente ferito, rifiutava ogni soccorso e continuava ad invitare i compagni fino alla vittoriosa conclusione della lotta». 

FONTI:

Asmo, Ruoli matricolari, MO 451, ruolo n. 9118.

CAMPI:

1920 (anno di nascita).

Uomo.

Estero.

Francia.

Partigiano.

Periodo: 15 agosto 1944-8 maggio 1945.