Nasce da Ferdinando e Teresina Veronesi il 24 giugno 1912 a Modena. Al momento dell’arruolamento risiede in via Provinciale n. 289 a Massa Finalese e risulta essere bracciante. Dal suo ruolo matricolare apprendiamo che è alto 1.68, sa leggere e scrivere e andare in bicicletta. Ha frequentato fino alla 3a elementare. Il 15 ottobre 1932 viene assegnato alla ferma minore di 2° grado (sei mesi) e il 17 giugno 1933 a quella di 3° grado (tre mesi) e contestualmente è dispensato dal compiere la ferma. Il 26 settembre 1935 viene invece richiamato alle armi e assegnato al 5° reggimento di Artiglieria. Il 1° luglio 1936 è collocato in congedo illimitato. Il 10 agosto 1939 è richiamato alle armi per istruzione e destinato al 4° Centro automobilistico, dove rimane 12 giorni prima di essere ricollocato in congedo illimitato.

Il 21 aprile 1940 sposa, a Finale Emilia, Severina Affranti.

Il 25 novembre 1940 è richiamato alle armi «per esigenze di carattere eccezionale» e giunge al Deposito succursale del 4° Centro automobilistico a Bolzano. Il 22 dicembre si imbarca a Brindisi per l’Albania e arriva a Durazzo il giorno seguente. Fino al 23 aprile 1941 prende parte alle operazioni di guerra alla frontiera greco-albanese. Dal 18 al 24 novembre 1942 (con il 4° Centro automobilistico) e dal 27 dicembre 1942 al’8 settembre 1943 (con la 33a squadra carburanti della Divisione “Acqui”) prende parte alle operazioni di guerra nei territori greci e albanesi. Tra i due periodi (dal 24 novembre al 26 dicembre 1942) ottiene una licenza straordinaria di 30 giorni.

Al momento dell’armistizio risulta aggregato al Quartier Generale della Divisione “Acqui”. Dal 9 al 22 settembre 1943 si oppone alle truppe germaniche sull’isola di Cefalonia. Il 22 settembre 1943 viene catturato dai tedeschi e deportato. Il 17 gennaio 1945 rimane ferito in prigionia, in Polonia, durante un bombardamento aereo. Gli viene amputata la gamba sinistra. È ricoverato in un ospedale militare tedesco, dal quale è dimesso il 13 settembre 1945. Rimpatria il 14 ottobre 1945 e viene ricoverato all’ospedale di San Michele in Bosco, a Bologna, dal quale è dimesso nel maggio del 1946. Il 18 novembre 1949 è ricoverato all’ospedale “Putti” di Bologna.

Ottiene una pensione di guerra di 1a categoria e un lavoro come custode riservato agli invalidi di guerra. Nel dopoguerra gli viene riconosciuta la qualifica di partigiano per il periodo dal 9 al al 22 settembre 1943 e ottiene i benefici di legge per essere stato prigioniero dei tedeschi dal 22 settembre 1943 al 2 maggio 1945 e trattenuto dagli Alleati fino al 14 ottobre 1945.

Muore il 14 febbraio 1990.

FONTI:

Acs, Ricompart Emilia-Romagna, b. 315; Anmig Modena, Schede dei soci, n. 4083 (b. 40); Asmo, Ruoli matricolari, MO 313, ruolo n. 28645; Isaremi, b. 75.

CAMPI:

1912 (anno di nascita).

Uomo.

Estero.

Divisione “Acqui”.

Partigiano.

Periodo: 9 settembre 1943-22 settembre 1943.