Descrizione
La storia del palazzo municipale di Finale, che fu costruito nel 1744 sopra un preesistente edificio della Comunità, rappresenta una fase non secondaria della riconfigurazione della città in un’epoca di grande rilancio amministrativo, economico e urbanistico che porterà al riconoscimento del titolo di Nobil Terra (il titolo di “Città” viene conferito dal duca Francesco III il 30 gennaio 1779).
L’architettura del palazzo civico si conforma ai caratteri del razionalismo estense tipici di quell’'epoca e riscontrabili in molti palazzi modenesi. La sobria bellezza dell’'edificio è ingentilita dalla torre centrale – crollata in seguito alle scosse del maggio 2012 - che termina con la cella campanaria sormontata da una copertura in rame a cipolla.
La torre è ornata da un grande orologio pubblico, dallo stemma comunale e da una bella statua barocca raffigurante San Zenone, dichiarato nel 1745 protettore della città; la statua (in marmo bianco, alta cm. 190) è opera dello scultore veneziano Paolo Groppelli, ed il cartiglio ai suoi piedi racchiude le parole Protector noster aspice (nostro protettore guardaci). Nel 1781 l’orologio della torre risulta già inservibile e nel 1787 viene rimpiazzato il meccanismo con quello da poco installato nella chiesa del Cimitero. Alla metà del XIX secolo anche questo viene sostituito da quello in funzione fino al 2012, realizzato dalla ditta A. Mignoni e figlio di Modena. Il meccanismo, grazie all’azione del Fai e al finanziamento della Rolex S.A., è stato restaurato a cura della ARASS BRERA di Milano e verrà ricollocato nell’edificio.
Il piano nobile del Municipio, originariamente, si articolava in una grande Sala detta del Consiglio, nella scala, nell’anticamera e nella Camera del Podestà, tutte soffittate con travi a vista definite da cornici in stucco e con camini decorati. All'interno dell’edificio vi sono pregevoli opere. L'anticamera dell'ufficio del sindaco è decorata da cinque dipinti a tempera su tela racchiusi da cornici di stucco, commissionati nel 1744 a Fra Stefano da Carpi (Giuseppe Barnaba Solieri, 1710-1796). Nell’ufficio del sindaco era invece collocata la Madonna con il Bambino e San Giovannino, un olio su tela del ferrarese Ippolito Scarsella, detto lo Scarsellino.
Sabato 8 novembre 2025, alla Stazione Rulli Frulli, è stato presentato il progetto esecutivo di riqualificazione del Municipio di Finale Emilia, gravemente danneggiato dal sisma di maggio 2012.
Modalità di accesso
La sede provvisoria è in via Monte Grappa, 6
Indirizzo
Contatti
Ultimo aggiornamento: 12-10-2026, 09:48

