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Finale Emilia e Massa Finalese hanno celebrato sabato 25 aprile 2026 la Festa della Liberazione.

Questo l'intervento del sindaco di Finale Emilia, Claudio Poletti:

Carissimi,

anche quest’anno ringrazio tutti voi che con la vostra presenza e partecipazione contribuite a celebrare la Festa della Liberazione e a rinnovare la memoria della liberazione del nostro Paese dall’occupazione nazista e dal regime fascista, a coronamento della lotta che la Resistenza italiana ha combattuto contro il nazifascismo.

La data è al tempo stesso storica e simbolica: il 25 aprile 1945 il Comitato di Liberazione Nazionale Alta Italia (CLNAI) proclamò l’insurrezione generale contro i presidi fascisti e tedeschi nel Nord Italia, pochi giorni prima dell’arrivo delle truppe alleate. In quei giorni Milano, Torino e altre città furono liberate, segnando la fine dell’occupazione tedesca e di vent’anni di dittatura fascista.

Quello di oggi, quindi, è l’anniversario su cui si fonda la nostra identità repubblicana e democratica; la nostra democrazia nasce da qui .

La Liberazione è in primo luogo un evento determinato dalla storia che deve essere fissato nella memoria di tutti, in particolare delle giovani generazioni; e non vogliamo che oggi ci si limiti a festeggiare genericamente la libertà ma piuttosto la liberazione dalla dittatura e dalla guerra; liberazione ottenuta e conquistata da coloro che, come atto responsabile e volontario, individuale e collettivo hanno combattuto a difesa della democrazia.

Dalla metà degli anni ’90 si sono moltiplicati i tentativi di riscrivere il significato del 25 aprile, trasformandolo nella commemorazione congiunta di vincitori e vinti, e di lasciarsi alle spalle l’antifascismo. Noi, anche oggi, ribadiamo con forza che la cultura antifascista è fondamentale per sostenere la democrazia.

Pace, libertà, democrazia: sembrano oggi valori messi in discussione da Nazioni sempre più coinvolte in conflitti assurdi e ingiustificati; siamo preoccupati di fronte alla perseveranza nell'errore e nell’orrore che conduce diversi stati e i loro governanti verso il baratro in una "marcia della follia”.

I dati sui conflitti in atto sono preoccupanti: i conflitti fra Stati sono una sessantina, il più alto dai tempi della seconda guerra mondiale; oltre 100 i conflitti armati in corso.

Solo nel 2025 sono stati oltre 240.000 i morti a causa delle guerre e dei conflitti.

E nel 2024 la spesa militare globale ha raggiunto il livello record di oltre 2.700 miliardi, ampiamente superato a causa dai recenti conflitti.

Pensiamo per un attimo all’effetto che questi miliardi avrebbero se investiti in sviluppo economico a sostegno dei popoli più poveri e dell’ambiente.

C’è un’insidia in corso: con l'orrore degli attacchi alle Torri Gemelle dell'11 settembre 2001, la guerra viene riconsacrata come esperienza gloriosa e virtuosa di fronte all'oscurità e alla malignità del terrorismo. Da quel momento la guerra torna ad essere uno spettacolo permanente in cui ciascuno di noi è chiamato a prendere posizione schierandoci da una parte o dall’altra in conflitto. La pace diventa così un qualcosa che vale solo per le “anime belle”, poveri utopisti senza presa sulla realtà.

Ecco perché diventa importante ritrovarci, riflettere e approfondire, oggi e costantemente, non solo per essere riconoscenti nei confronti di coloro che hanno pagato con la propria vita, ma anche per trovare in noi le motivazioni e le ragioni di una scelta che sempre ci vede chiamati in causa, perché la Liberazione deve essere concepita e vissuta come una conquista di tutti i giorni da difendere, se vogliamo garantire la Pace alle nostre comunità.

C’è quindi un impegno collettivo che occorre rivitalizzare perché ben sappiamo che nazionalismi, autarchie e nuove dittature rappresentano un pericolo concreto di affermazione del potere, che possono mettere in discussione diritti e libertà dei popoli e delle nostre comunità.

Le persecuzioni e il genocidio sono eventi che in passato ed anche oggi hanno colpito e che stanno colpendo in modo profondo e permanente diverse popolazioni a livello globale.

Nella nostra mente si presentano con sempre più frequenza le immagini di bambini, donne, anziani e civili innocenti perseguiti, violentati ed uccisi barbaramente.

Difficile diventa giustificare ed accettare tale violenza nei confronti di persone a cui viene tolta la vita, privati degli affetti e della dignità; sembra che la storia non sia stata maestra e che dalla storia non abbiamo imparato le regole fondamentali della convivenza.

Assistiamo infatti alla nascita e allo svilupparsi di movimenti tecno fascisti che propongono una visione della società basata sulle diseguaglianze, sulle gerarchie naturali determinate dal possesso di denaro, patrimonio e ricchezza e che tenta di creare una società di schiavi digitali.

Ma prima o poi ciascuno sarà chiamato a rendere conto delle proprie azioni perché non possiamo accettare in coscienza che i responsabili di morte, persecuzione, genocidi e nuove forme di schiavitù rimangano impuniti. Il mondo chiede giustizia.

Ecco perché dobbiamo essere vigili e prendere posizione contro la smania di sopraffazione e la logica del conflitto, perché ben sappiamo che non c’è futuro senza fraternità, quella fraternità che non è un’utopia astratta ma una pratica quotidiana.

Questa consapevolezza deve orientare le nostre azioni per costruire un altro mondo possibile e dare forza alle nostre democrazie.

In sostanza, come afferma il nostro Presidente Sergio Mattarella, dobbiamo avere il coraggio di proporre una visione alternativa all’estensione dei conflitti e a una perenne instabilità.

Dignità della persona, solidarietà, pace e bene comune rappresentano quindi i valori di riferimento a cui possiamo ancorarci per dare significato e concretezza al nostro impegno amministrativo, politico e sociale.

Essere antifascisti oggi non è solo essere “contro” ma è essere “per”: non solo una posizione sul passato ma anche un atteggiamento per il futuro.

A tutti un augurio di un 25 aprile, Festa della Liberazione, consapevole e solidale.

Viva la Democrazia, viva la Costituzione della Repubblica Italiana!

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Ultimo aggiornamento: 27-04-2026, 09:35