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Inaugurata sabato 26 settembre la mostra dedicata al pittore, architetto e insegnante finalese Elmo Diegoli. Nei locali dell’ex Guardia Nazionale sono esposti fino al 18 ottobre alcuni acquerelli scelti fra i tanti realizzati dall’artista a partire dagli anni ‘20 fino al 1978, anno della sua scomparsa.
La presidente di Alma Finalis, Anna Rita Molesini, ha ringraziato coloro che con il proprio contributo economico hanno garantito all'associazione di poter ancora usufruire degli spazi espositivi di corso Cavour.
Dopo le parole introduttive dell'architetto Gherardo Braida, che ha curato l'allestimento, la nipote di Elmo Diegoli e socia di Alma Finalis, Anna Loi, ha tratteggiato la figura del nonno, ricordandolo con alcuni aneddoti.
Al termine il sindaco di Finale Emilia, presente con gli assessori Maria Teresa Benotti e Patrizia Melara, ha ringraziato Alma Finalis per l'opera culturale che ormai da anni sta svolgendo e ricordato l'impegno dell'amministrazione nella valorizzazione, e talvolta nella riscoperta, di finalesi che hanno saputo farsi valere in vari ambiti anche oltre i confini locali.
Le opere di Elmo Diegoli resteranno in mostra fino al 18 ottobre.
Elmo Diegoli
Elmo Diegoli nasce il 26 marzo 1895, al civico 12 di via Borgo Vecchio (attuale Largo Cavallotti); a 15 anni resta orfano di padre e nei quattro anni successivi si diploma, da privatista, all’Accademia di Belle Arti di Bologna: nel 1912 nel corso speciale di ornato e decorazione e, successivamente, nel 1914, come professore di disegno architettonico, titolo allora valevole ad esercitare la professione di architetto. La carriera di insegnante alle superiori inizia a 19 anni (sic!) alla scuola tecnica “Depretis” di Stradella (PV) per continuare a Pavia, Milano, Jesi, Avellino, Piacenza ed infine, nel 1935, al Liceo Scientifico “Vittorio Veneto” di Milano.
L’attività di architetto inizia nel 1914 con progetti di alcune tombe nel cimitero di Finale. “...facevo appunto dell’architettura più per i morti che con i vivi...” dice Diegoli in una sua breve autobiografia. Negli anni successivi riceve due importanti incarichi per il Duomo di Finale: l’altare di Sant’Antonio da Padova (1920) ed il Fonte Battesimale (1922). Tale attività si affianca per un decennio circa a quella di insegnante e si interrompe bruscamente nel 1926: il suo progetto per l’arredamento di un’ambasciata italiana all’estero arriva al concorso con 12 ore di ritardo! “… fu così che feci punto con l’architettura e mi misi a ritrarre paesaggi…” dice sempre Diegoli nella biografia sopracitata. Per la cronaca, il concorso fu vinto da Gio Ponti e, così Diegoli commenta ”...penso che il mio progetto non sarebbe dispiaciuto nemmeno a lui”.
È il periodo nel quale perfeziona la sua grande abilità di acquerellista, tecnica pittorica congeniale alla sua sensibilità artistica, adottata anche a causa di una forma di allergia ai solventi normalmente usati per diluire i colori ad olio.
Con la definitiva stabilizzazione della carriera di insegnante, nel 1940 ha origine l’importante attività di autore di testi scolastici che inizia con la scuola media (Segno ed Espressione, testo riproposto successivamente, in versione aggiornata e con tavole a colori, nel 1956). Nel 1951 viene pubblicato “Il Disegno” opera in 5 volumi per le scuole superiori (licei, scuole d’arte ed istituti tecnici). Al marzo 1955 risalgono i due volumi intitolati “Come si disegna” destinati alle scuole di avviamento professionale, mentre, nel gennaio 1957 viene completato il quadro dei testi per le scuole superiori con “Linee ed immagini” in quattro volumi, rivolti agli istituti magistrali.
Oltre ai testi scolastici, nel 1951 Diegoli pubblica, insieme al suo allievo Braggio, il volume “Mille schizzi di monumenti architettonici e decorativi dell’arte italiana” con il sottotitolo “Con commento descrittivo, dizionario dei termini architettonici e 141 tavole”. In queste 141 tavole ed in molte altre presenti nei testi sopra citati, la “grande mano” di Diegoli si manifesta compiutamente nei disegni in bianco e nero, a matita o a china, nei pastelli, nei carboncini e negli acquerelli che corredano i vari testi.
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Ultimo aggiornamento: 28-09-2026, 07:57
