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Nella serata del 22 aprile 1945 e nella notte seguente, la popolazione finalese resta rinchiusa nelle proprie abitazioni o nei rifugi, ascoltando - con la speranza che tutto possa presto finire - i boati che arrivano da oltre argine, dove le truppe tedesche, in ripiegamento e alla ricerca di una via di fuga, si sono ammassate.

È in quelle ore che i tedeschi fanno saltare il ponte sul fiume Panaro per coprire la propria ritirata verso il fiume Po, sulla direttrice Obici-San Martino Spino-Ostiglia.

Sono gli ultimi lampi della Seconda Guerra Mondiale in Italia.

È solo con le prime luci dell’alba del 23 aprile che Finale Emilia si accorge di essere tornata una città libera. Intorno alle 14.00, entrano in città i primi partigiani e verso le 19.00 arrivano anche le prime pattuglie alleate provenienti, da un lato, da Massa Finalese e, dall'altro, dalle strade per Cento e per Ferrara, dopo che i genieri avevano provveduto alla costruzione di un ponte Bailey in sostituzione di quello distrutto dai tedeschi.

Nella stessa giornata, nei pressi del Seminario, in piazza Don Bosco, dove oggi una stele ricorda l'evento, la 5a armata Americana e l'8a Britannica si erano ricongiunte, per continuare l'inseguimento di ciò che restava dell'esercito tedesco ormai allo sbando.

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Ultimo aggiornamento: 21-04-2026, 10:28